I FRAGILI EQUILIBRI GEOPOLITCI DELL’ “IMPERO” USA NEL 2014

Il 2014 può essere dimenticato almeno da parte mia , ma ricordato perchè è stato l’anno di svolta della politica geostragica ed energetica degli Usa sotto l’amministrazione Obama.
Per iniziare parlerei dell’Ue visto che mi trovo in questo contesto caotico.
In Ucraina come tutti sanno, ma fanno finta di ignorare è in atto una sorta di guerra fredda per colpire la Russia di Vladimir Putin.
Dall’inizio del conflitto in alcune regioni ucraine, ad oggi si stimano 5000 morti.
Putin difatti ha voluto tramite un referendum basato sull’autodeterminazione dei popoli, annettere alcune regioni ucraine come la Crimea ( in precedenza russa).
Questo non è stato tollerato dall’ Ue( come detto politicamente vuota con organi non eletti dal popolo) e dagli Usa che gli hanno piazzato davanti al confine russo-ucraino delle torrette missilistiche.
Il referendum è avvenuto in marzo ed hanno vinto quelli che non voglio riconoscersi ucraini o meglio stare nella Ue, ma sentirsi russi.
Ma questo referendum non è poi stato riconosciuto costituzionale e quindi privo di valore, sotto i ringhi degli Usa e le minacce “velate” della Ue.
Iniziano quindi da parte degli Usa una serie di pesanti sanzioni per interrompere i rapporti commerciali con la Russia. Questo da un punto di vista economico comporta per l’Europa il fallimento di numerose aziende con la cancellazione del governo russo di importazioni tecnologiche ed alimentari pari ad un valore di 20 miliardi di euro.
Molto importante da ricordare che La Russia è il fornitore energetico di gas per eccellenza dei Paesi europei e questo non giova nei rapporti con l’Europa, tenendo conto che in passato il governo di Kiev, ha già contratto forti debiti nei confronti della Russia e molti sono stati rimandati o condonati. Con lo sporco aiuto della Ue che ha inserito in Ucraina soggetti della CIA, NSA,NATO ha contribuito alla destabilizzazione politica ucraina. Grazie ai giochetti di inserire mercenari alle proteste di piazza che ci sono state a Kiev con spari sulla folla, l’Ue ha portato al governo fantocci di destra filo-nazisti.Inoltre come riportavo prima nell’articolo la NATO ha così creato un avamposto non solo torrette missilistiche ma bensì un avamposto alla frontiera russa. Ecco il motivo per cui la Russia ha rivendicato la parte meridionale della Crimea, punto strategico.

Quindi come citato prima una parte dell’Ucraina reclama l’annessione alla Russia, in particolare la Crimea. Da qui tutto quello citato in precedenza.

Con questa mossa strategica in Ucraina da parte degli Usa,si può affermare che si è ottenuto  una sottomissione dei Paesi europei alla geo.strategia americana. In questo modo alcuni Paesi Ue  ( si veda l’Italia) si rtrovano costretti a pagare le spese militari e l’acquisto dei famigerati F-35 con un profitto per le lobby delle armi americane e così sono tutti felici e contenti a discapito dei popoli europei.

Ma la Russia non si è certo tirata indietro. Difatti come su una scacchiera da clima di Guerra Fredda, la Russia si è mossa verso la Cina stipulando un accordo trentennale sulle forniture di gas e riducendo quindi anche l’inquinamento cinese che utilizzava il carbone per il boom economico che sta avendo questa nuova superpotenza.

Nuovamente chi viene penalizzato sono gli stati europei, in cui la Ue si capisce che è soltanto burocrazia, disciplina fiscale distorta e perversa alla tedesca, non ha fatto nulla per impedire che il gasdotto “South Stream”  in fase di costruzione venisse portato a termine con gravi perdite per imprese tedesche, italiane e francesi collegate a questo progetto.

Ma facendo un piccolo 2+2 chi non può immaginare che la Germania merkelliana abbia fatto con la Russia qualche accordo sottobanco per i volumi di gas che riforniscono e riscaldano la nazione alemanna dai duri inverni tipici del Nord Europa? Queste sono supposizioni del blogger di questo articolo che non ha molta simpatia per Angela Merkel.

Tornando al post nonostante tutto alcuni Paesi hanno aderito alla Ue come Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bulgaria e Romania.

Obama se da una parte tira sberle al cagnolino Ue , dall’altra porge la mano invitando l’Ue ad acquistare lo shale-gas ( estratto da scisti bituminosi), che ha prezzi molto elevati rispetto al gas russo che ha anche una qualità migliore.

Oramai è proprio una partita a scacchi dato che l’Ue è vuota e fuori dal mondo in senso economico-commerciale. I contendenti sono Usa da una parte che fanno leva con i vecchi e “fidati” partner commerciali e strategici e dall’altra i BRICS ( l’unione economica creatasi dai Paesi che stanno ora emergendo dalla globalizzazione). Chi vincerà alla fine questa partita a scacchi che sta avvenendo senza un terzo giocatore quale potrebbe essere il continente europeo e diventare una partita a poker?

Seguirà altro articolo sugli Usa nel contesto ISIS e Medio Oriente.

Daniele Scandelli

 

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1 Comment

  1. L’autodeterminazione dei popoli è un importante rivendicazione, a patto che venga attuata rispettando regole effettivamente garanti della democrazia (argomento su cui Putin ha idee a dir poco confuse) e in maniera conforme alle costituzioni dei territori coinvolti nel passaggio. Un “referendum” attuato dopo che l’esercito russo, pur senza mostrine, aveva già occupato il territorio della Crimea, dove i seggi elettorali erano presidiati da soldati armati, dove le schede elettorali non solo dovevano venire consegnate aperte ma oltretutto sono state inserite in urne di vetro trasparente e dove, dulcis in fundo, sulla scheda elettorale non era nemmeno contemplata la possibilità di rimanere sotto la giurisdizione ucraina mi pare quantomeno una mossa da un lato farsesca e dall’altro preoccupante visto che ricorda terribilmente le annessione compiute da Hitler nei territori dell’Austria e, soprattutto, del Sudetenland.
    L’Occidente, prima di reagire fermamente di fronte ad un atto del genere è stato parecchi mesi titubante (non bisognava compromettere i rapporti tra le aziende tedesche e quelle russe, specie nel settore chimico) e indeciso sul da farsi, probabilmente tenendo anche in considerazione che pure i paesi “democratici” di nefandezze analoghe (vedi Kosovo) ne hanno compiute nemmeno troppo tempo fa. Le sanzioni sono arrivate con molta lentezza e con altrettanto dilettantismo (del resto Putin, approfittandosene della debolezza occidentale, continuava e continua tuttora a fomentare altri focolai di conflitto armato nell’Ucraina russofona), senza riuscire a migliorare significativamente la situazione.

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