LA STORIA DI UN UOMO TRA TANTI

A 20 anni mi è capitato di trovare un libro che avevo a casa intitolato “Un uomo” della scrittrice e giornalista italiana Oriana Fallaci morta nel 2004.

All’inizio il titolo mi ha creato confusione perchè mi ricordava quello di Primo levi “Se questo è un uomo”  che racconta della sua esperienza di prigionia nel lager di Auschwitz in Polonia.

Il libro si apre generalmente descrivendo un uomo che aveva intenzione di far saltare una macchina che doveva passare al cui interno vi era un’ autorità importante che era il dittatore greco Papadopoulos.

Nel 1967-68 difatti la Grecia era una dittatura militare e Alexander Panagulis stava concordando con il fratello di un suo amico questo atto che per lui era simbolico e doveva portare alla democrazia, concetto assai importante per Alekos, soprannome  datogli affettuosamente dai conoscenti .

Purtroppo il suo tentativò fallì per errori dei tempi calcolati ad attaccare la bomba sotto la macchina, era un piano che elaborava da tempo e aveva calcolato tutti i tempi di percorrenza, visto che la macchina del dittatore ellenico passava spesso per quel tratto di strada.

Venne catturato e torturato brutalmente facendogli sputare sangue, attaccandogli ai testicoli dei fili che gli portavano corrente per fargli confessare altri possibili attacchi da parte di vari gruppi o movimenti.

In prigione meditava spesso e prendeva in giro i militari in segno di sfida chiamandoli “papadoupolaki”, a volte per questo veniva picchiato orribilmente fino a svenire e a non sentirsi più il corpo.

Da adolescente entrò nel settore giovanile dell’Organizzazione giovanile dell’Unione di Centro (O.N.E.K.), partito guidato da Georgios Papandreou che in seguito cambierà nome in Gioventù Democratica Greca (E.DI.N).

Successivamente lui creò  un nuovo gruppo chiamato Resistenza Greca.

La sua prigionia si svolse sull’ isola di Edina ove volevano giustiziarlo, ma dato che la dittatura militare non volveva farne martire venne spostato nelle prigioni di Boiati in solitaria e alla fine venne liberato.

Vi fu un processo in cui lui confessò la sua lunga prigionia e in quel momento il suo boia tutto spaventato gli si buttò ai piedi quasi baciandoli, implorandolo di cercare di non esagerare e giustificando la sua condotta in quanto generale massimo.

Il processo venne fatto e tutta la rabbia che Alexander Panagulis aveva contro il suo boia divenne pietà se non pateticità e lo perdonò, ma fu comunque condannato.

Successivamente entrò in politica e nel Parlamento greco, ma a lui questa cosa stava stretta e non si trovava bene insieme a quel manipolo di persone che capì essere corrotte, immanicate e tutti gli aggettivi che possono venire in mente con il termine politico. A voi la fantasia.

In particolare era per una questione di generali corrotti all’interno dell’esercito greco che avevano obbedito e fatto crimini contro il popolo sotto la dittatura di Papadodopoulos.

Lasciò la sua sedia dando le dimissioni perchè per lui la democrazia era un’deale puro e difficile da concretizzare stando con quegli uomini in Parlamento.

Conobbe la fiorentina Oriana Fallaci che lo intervistò e ne scrisse il libro sull’uomo che era e trattò anche della tresca amorosa che ne scaturì tra loro.

Panagulis diede le dimissioni da parlamentare e denunciò il marcio che vi era con l’attuale Ministro della Difesa Evangelos Averoff ( forse oggi capo del Pasok o persona di spicco del partito, ma forse mi sbaglio) e i vari dossier che decise di pubblicare sui giornali per far capire il marciume presente nell’esercito ellenico, in particolare di alcuni colonnelli.

Come sempre quando un uomo si mette contro un mostro che è il Governo greco o può essere oggi la Ue con Atene si ritrova solo e solamente la Fallaci restò al suo fianco.

Nonostante le varie minacce di morte e i consigli più o meno velati di interrompere questa sua battaglia personale, lui insistette e proseguì, fino a che una sera del 1976 Panagulis rimase vittima di un incidente stradale misterioso  e la scrittrice fiorentina si salvò.

Il libro scritto da Oriana Fallaci ricorda in particolare la folla greca ad Atene che durante i funerali urlava per la citta’ ” Zi!Zi!Zi!Zi!Zi!….” “Vive!Vive!Vive!Vive!Vive!..”

Questa è la storia che volevo riportare di un uomo che era laureato in ingegneria elettronica e divenne anche poeta e scrittore, quindi molto colto.

Voleva solo l’ideale di democrazia, ma era troppo difficile da applicare alla realtà e quindi andava avanti con battaglie personali mettendo in scomode posizioni chi viveva di potere e marciume.

Fa riflettere questo perchè anche oggi l’Euro- Gruppo sta giocando sporco con Atene e il nuovo Governo ellenico per tentare di ricattarli sulla via finanzaria di stoppare le liquidità alle banche greche anche con la  ELA l’ultimo rubinetto di liquidità che la BCE ha lasciato aperto per le banche greche in attesa di far cedere Atene. Le corse agli sportelli stanno già avvenendo da quando è iniziato questo duro braccio di ferro tra Atene e Berlino che non molla la presa.

Un accordo con il ministro greco delle finanze Yaris Varoufakis era forse giunto ad un accordo con l’euro-gruppo con una bozza redatta da Moscovici (un commissario francese che rompe i maroni all’Italia) e invece l’olandesino fighetto Djsessoblum o come si scrive lo cambia e impone la firma..come finirà questa storia?

Parere personale si sta forzando troppo uno Stato in sofferenza da oltre 5 anni ed in bancarotta ad andare avanti così che va bene, piegato agli interessi delle lobby di Bruxelles presenti in 5000 unità e di cui la Germania ne è l’araldo della morte.

Questo ricorda un po’ Panagulis che si ritrovò solo a portare avanti battaglie contro i colonnelli corrotti, stessa cosa si ripete quasi 40 anni dopo con il duo Tsipras/ Varoufakis che sembra sia per essere piegato almeno dalla stampa di regime,poi non si sa.

Varoufakis ha già in progetto una moneta parallela sua gli FT-COINS che consentirebbero alla Grecia di riavere un controllo sulla svoranitò finanziaria e monetaria e di non dover dipendere dalla Germania stampatrice di euro.

Come citavo anche in articoli percedenti anche in Italia l’idea di monete parallele è portata avanti e io sto seguendo il progetto CCF del Dott. Marco Cattaneo. Applichiamo delle soluzioni al problema che ci sta rovinando dall’introuzione di questa pseudomoneta che è solo uno scudo per non far variare gli interessi sull’acquisto di titoli da parte di banche e mercati finanziari.Ultima cosa voglio ricordare che la Grecia ha perso il 25% del PIL con le cure della Troika. Riflettiamo e supportiamo. Qua finiamo male se continuiamo a seguire la Germania che nonostante due guerre perse si ritrova ancora a far fallire l’Europa dei popoli sia Nord che Sud.

Daniele Scandelli

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